La nostra serie dedicata al Costo totale di proprietà (TCO) analizza nel dettaglio i costi diretti e indiretti legati all'imballaggio. In questo articolo ci concentriamo su danni ai prodotti e resi. Esploreremo come soluzioni di protezione su misura, materiali avanzati e ottimizzazioni basate sui dati prevengano i danni prima che si verifichino. Poi analizzeremo in che modo questo consenta di evitare il doppio impatto di sostituzione del prodotto, spedizioni aggiuntive e perdita del valore del ciclo di vita del cliente, mantenendo al contempo gli obiettivi di sostenibilità in linea.
Le ricerche sui consumatori mostrano che il 73% degli acquirenti esita a comprare di nuovo dopo aver ricevuto un ordine danneggiato.
I resi stanno erodendo i budget a una velocità mai vista prima: si prevede che entro la fine del 2025 il valore globale dei prodotti restituiti raggiungerà i €709,6 miliardi. I resi dovuti a danni sono una delle voci più costose di questo totale: ogni scatola compromessa o componente incrinato genera costi duplicati di trasporto, manodopera e inventario sprecato. Ancora peggio, le ricerche sui consumatori mostrano che il 73% degli acquirenti esita a comprare di nuovo dopo aver ricevuto un ordine danneggiato. In questo capitolo conclusivo della nostra serie TCO, mostriamo come un packaging strategico riduca questi costi nascosti, aumentando al contempo il valore del ciclo di vita dei clienti.
Il costo nascosto dietro “un solo” reso
Una spedizione danneggiata innesca molto più di un rimborso. Avvia un effetto domino che intacca silenziosamente i profitti:
- Rielaborazione e ordini di sostituzione: si paga il prodotto sostitutivo più l’attività di prelievo, imballaggio e la spedizione in uscita (di nuovo), insieme ai costi del servizio clienti e al carico aggiuntivo sui sistemi di elaborazione dei pagamenti.
- Perdita di valore di rivendita: cosmetici, dispositivi elettronici e articoli stagionali spesso non possono essere rivenduti a prezzo pieno — se non del tutto.
- Manodopera per la logistica inversa: i vettori applicano costi di rientro e i team dei centri di distribuzione devono ispezionare, smistare e decidere se rimettere a stock o scartare il prodotto.
- Abbandono dei clienti: i danni minano la fiducia, riducendo gli acquisti successivi e aumentando i costi per acquisire nuovi clienti.
- Impatto ambientale: i resi aggiungono chilometri alla supply chain, aumentando le emissioni legate al trasporto e spesso portando prodotti danneggiati o invendibili direttamente in discarica.
Un aumento di appena mezzo punto percentuale dei danni può sottrarre centinaia di migliaia di euro al profitto annuale – un impatto ben superiore alla maggior parte dei budget di packaging per singola voce.
Tre interventi di imballaggio che riducono i danni
Di seguito tre strategie di imballaggio collaudate che riducono in modo costante danni, sprechi, resi e i costi correlati:
- Valutazione del rischio di danno
Valutare la fragilità del prodotto tramite test di caduta e vibrazione per ottimizzare densità delle imbottiture, tensione dell’avvolgimento e contenimento del carico – evitando costosi tentativi ed errori e riducendo il rischio di danni prima del lancio di ogni SKU. - Materiali avanzati e design intelligente
Investire in materiali di alta qualità e resistenti agli urti, come sistemi di ammortizzazione e protezioni angolari rinforzate, consente di concentrare la protezione dove è più necessaria. - Ottimizzazione basata sui dati
I codici di reso come “rotto”, “perso” o “schiacciato” sono più di una semplice analisi a posteriori: sono una mappa. Lo stesso vale per il feedback dei clienti: condividono esperienze positive o segnalano danni e ritardi? Sovrapporre questi dati ai percorsi di spedizione e ai punti di contatto dei vettori – insieme ai reclami verso i corrieri – può rivelare azioni concrete, come aumentare la resistenza del cartone, aggiungere protezioni angolari o passare a buste imbottite. Cicli continui come questi riducono progressivamente i tassi di danno e aumentano la fiducia dei clienti.
Oltre il magazzino: quattro effetti a catena
Ridurre i danni all’interno del centro di distribuzione genera benefici che si propagano in tutta l’azienda:
- Maggiore valore del ciclo di vita del cliente: meno esperienze negative mantengono i clienti fedeli e aumentano la spesa.
- Rafforzamento della brand advocacy: clienti soddisfatti condividono esperienze positive, generando passaparola nei mercati B2B e B2C.
- Minori costi di acquisizione: quando un cliente non torna dopo un ordine danneggiato, non si perde solo la vendita, ma anche il costo già sostenuto per acquisirlo.
- Posizionamento premium del marchio: una qualità di consegna costante costruisce fiducia, supportando prezzi più elevati e margini più solidi.
Conclusioni
Con i resi che si avvicinano alla soglia dei mille miliardi e clienti che abbandonano dopo una sola esperienza negativa, il problema dei danni va affrontato. Un imballaggio strategico – su misura, validato in laboratorio e ottimizzato in modo continuo – trasforma il controllo dei danni in una leva di profitto che tutela margini, fidelizzazione e obiettivi di sostenibilità.